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L’impatto dell’AI Act: come cambiano gli obblighi per le imprese e i professionisti legali nel 2025

Nuove regole europee sull’IA: obblighi, rischi e responsabilità per imprese e professionisti dal 2025

Approvato definitivamente nel 2024, l’AI Act rappresenta il primo quadro normativo organico sull’intelligenza artificiale a livello europeo. La sua implementazione, prevista a partire dal 2025, introduce una serie di adempimenti e responsabilità che impatteranno profondamente non solo chi sviluppa sistemi di AI, ma anche chi li adotta, li integra o li utilizza in ambito professionale.
L’aumento dei tassi d’interesse, l’instabilità macroeconomica e un crescente focus sulla compliance stanno trasformando le dinamiche del private capital. In questo scenario, Club Deal e Family Office si affermano come modelli sempre più attrattivi per investire in operazioni di Private Equity (PE) e Venture Capital (VC), offrendo un’alternativa più flessibile e controllata rispetto ai fondi tradizionali.

Un approccio basato sul rischio: classificazione dei sistemi di AI 

Uno degli elementi distintivi dell’AI Act è la classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale in base al livello di rischio che comportano per i diritti fondamentali e la sicurezza degli individui. Il regolamento distingue tra: 

  • Sistemi a rischio inaccettabile, vietati (es. social scoring, manipolazione cognitiva); 
  • Sistemi ad alto rischio, soggetti a obblighi stringenti di conformità (es. AI impiegata in ambito sanitario, giudiziario o HR); 
  • Sistemi a rischio limitato, per i quali sono richieste misure di trasparenza; 
  • Sistemi a rischio minimo, che restano sostanzialmente liberi, come i tool di AI generativa per uso personale. 

La corretta valutazione e classificazione del rischio diventa, quindi, il primo passaggio cruciale in ogni strategia di compliance. 

Nuovi obblighi: trasparenza, documentazione e auditabilità 

Le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi classificati come ad alto rischio dovranno adempiere a una serie di obblighi tecnici e organizzativi, tra cui: 

  • Redazione e aggiornamento della documentazione tecnica; 
  • Registrazione dei sistemi AI in un database pubblico europeo; 
  • Implementazione di sistemi di governance e di monitoraggio continuo; 
  • Misure per garantire la qualità dei dati utilizzati per l’addestramento dei modelli; 
  • Auditabilità e tracciabilità delle decisioni automatizzate. 

Tutti questi obblighi richiederanno il coinvolgimento diretto di team legali e compliance, e pongono nuove sfide anche in termini di formazione e aggiornamento professionale. 

Quale responsabilità per le aziende e i professionisti legali? 

Il nuovo quadro normativo solleva interrogativi rilevanti sulla responsabilità giuridica delle imprese e dei professionisti che, a vario titolo, impiegano sistemi di AI nei propri processi decisionali o nei servizi offerti ai clienti. 

In particolare, le figure legali dovranno: 

  • Valutare impatti legali ed etici dell’uso dell’AI; 
  • Contribuire alla valutazione del rischio ex ante e al monitoraggio continuo; 
  • Supportare la predisposizione delle policy interne e dei processi di conformità; 
  • Agire come interfaccia tra i team tecnici e le autorità di vigilanza. 

Prime interpretazioni operative e scenari futuri 

Sebbene molte disposizioni saranno pienamente operative solo a partire dal 2026, il 2025 sarà un anno chiave per l’attuazione e la prima applicazione dell’AI Act. In questa fase transitoria, è cruciale per imprese e studi legali: 

  • Mappare i sistemi di AI già in uso; 
  • Identificare le aree di rischio e predisporre piani di adeguamento progressivo; 
  • Monitorare le linee guida applicative in arrivo da parte dell’AI Office e delle autorità nazionali; 
  • Avviare un dialogo tra legali, DPO, CIO e responsabili AI per costruire un approccio integrato alla governance dell’AI. 

Conclusioni 

L’AI Act non rappresenta solo un insieme di regole, ma un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione dell’innovazione tecnologica. Il ruolo dei legali sarà sempre più centrale nel coniugare innovazione, etica e conformità, rendendo la transizione verso un uso responsabile dell’AI non solo possibile, ma anche sostenibile nel lungo periodo.

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