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AI, HR e diritto del lavoro: la prossima sfida sarà la trasparenza algoritmica

L’algoritmo sta entrando nelle decisioni HR. Ma chi lo governa?

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando rapidamente le funzioni Human Resources. Dalla selezione dei candidati alla valutazione delle performance, dalla pianificazione della forza lavoro fino ai percorsi di crescita professionale, gli strumenti basati su AI promettono maggiore efficienza, rapidità e capacità di analisi.

Ma accanto alle opportunità emerge una domanda sempre più centrale: quanto sono trasparenti gli algoritmi che influenzano le decisioni sulle persone?

È una questione destinata a diventare uno dei principali temi di governance per CHRO, General Counsel e CEO. Quando un sistema contribuisce a selezionare un candidato, suggerisce una promozione, assegna priorità ai curriculum o influenza una valutazione delle performance, le conseguenze non sono esclusivamente tecnologiche: riguardano diritti, responsabilità, non discriminazione e accountability.

Per questo motivo la governance dell’AI in ambito HR sta diventando una competenza trasversale che coinvolge Direzione Risorse Umane, funzione legale, compliance e management.

L’AI Act europeo considera molti sistemi utilizzati nelle risorse umane come applicazioni ad alto rischio. Ciò significa che le organizzazioni dovranno dimostrare di utilizzare sistemi affidabili, documentati e controllabili.

Tra gli aspetti più rilevanti rientrano:

  • trasparenza sul funzionamento dei sistemi AI;
  • supervisione umana nelle decisioni rilevanti;
  • qualità e tracciabilità dei dati utilizzati;
  • gestione dei rischi e monitoraggio continuo;
  • prevenzione di discriminazioni e bias algoritmici.

In altre parole, non sarà più sufficiente utilizzare uno strumento efficace: sarà necessario poter spiegare come e perché è arrivato a determinate conclusioni.

Il rischio non è solo normativo

Secondo le analisi di Gartner e Josh Bersin, l’adozione dell’AI nelle HR sta accelerando, ma la maturità organizzativa procede più lentamente.

Molte aziende stanno introducendo strumenti di AI generativa o piattaforme di recruiting intelligente senza avere ancora definito un modello di governance.

Questo espone le organizzazioni a diversi rischi:

  • contestazioni nelle procedure di selezione;
  • perdita di fiducia da parte dei dipendenti;
  • difficoltà nel dimostrare l’equità delle decisioni;
  • incremento del rischio reputazionale e legale.

La collaborazione tra HR e Legal sarà decisiva

Le decisioni sul capitale umano non potranno più essere delegate esclusivamente alla tecnologia. Servirà una collaborazione sempre più stretta tra Direzione HR, General Counsel, Data Protection Officer, Compliance e management per definire politiche, controlli e responsabilità.

La vera sfida dei prossimi anni non sarà semplicemente adottare l’Intelligenza Artificiale. Sarà comprenderne gli impatti organizzativi, giuridici ed etici, sviluppando competenze che permettano di governarla con consapevolezza.

Per CHRO, General Counsel e CEO, la trasparenza algoritmica rappresenta già oggi uno dei temi strategici destinati a ridefinire il rapporto tra persone, tecnologia e responsabilità d’impresa.

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