Il 19 febbraio 2026 si è svolto il webinar “L’avvocato tra norma e algoritmo, il sapere giuridico nell’era dell’automazione intelligente”, un incontro digitale promosso da TopLegal in collaborazione con Lexroom, con l’obiettivo di esplorare il profondo impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) sulla professione forense.
In un momento storico in cui il settore legale sta vivendo una trasformazione tecnologica senza precedenti, l’evento ha riunito esperti del diritto e dell’innovazione per discutere rischi, opportunità e nuovi paradigmi di competenza.
Un sapere giuridico in costante evoluzione
L’incontro si è aperto con una riflessione sul valore stesso della professione legale: l’AI non toglie autorevolezza all’avvocato, ma rimodella il modo in cui il sapere giuridico viene applicato e gestito. Secondo i relatori, la tecnologia è in grado di accelerare la produzione di analisi e documenti, ma questa rapidità impone nuovi presìdi di controllo e trasparenza.
Questo aspetto è in linea con le recenti discussioni internazionali, dove si sottolinea come l’uso di strumenti intelligenti richieda forte supervisione umana e regole etiche chiare per evitare errori come l’inserimento di contenuti giuridici non verificati o inventati dal modello.


Adebowale Adediwura — Trasparenza e competenze digitali
Ad aprire i lavori è stato Adebowale Adediwura, avvocato e manager presso WST Law & Tax Firm. Ha posto il focus sull’importanza della trasparenza nell’utilizzo dell’AI: non basta adottare strumenti tecnologici, è necessario capire come funzionano, saperli interrogare e comunicare con chiarezza i risultati ottenuti.
La trasparenza diventa così una competenza fondamentale, non solo tecnica ma deontologica, che gli avvocati devono acquisire per governare l’automazione e non subirla passivamente.
Alessandro La Rosa — Proprietà intellettuale e AI
Il secondo intervento è stato affidato ad Alessandro La Rosa, of counsel presso GLG & Partners. La sua analisi ha riguardato un tema centrale nell’epoca digitale: la proprietà intellettuale delle opere generate dall’AI.
Con l’aumento di contenuti automatizzati, le categorie giuridiche tradizionali sono messe alla prova. Chi “possiede” un elaborato creato da un algoritmo? E come si attribuiscono diritti d’autore quando il processo creativo è supportato dall’AI? Queste domande non trovano risposte scontate, e richiedono nuovi modelli interpretativi.


Antonio Caterino — Deontologia e responsabilità professionale
È intervenuto anche Antonio Caterino, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano e presidente della Commissione Innovazione. Ha ricordato che l’impiego dell’IA non può prescindere dalla responsabilità professionale: l’avvocato resta sempre responsabile del proprio operato, anche quando si avvale di algoritmi.
Questa posizione trova eco nelle linee guida internazionali che invitano a mantenere controllo umano sui risultati generati da IA, soprattutto per quanto riguarda accuratezza e tutela dei dati del cliente.
Mauro Corselli — Applicazioni pratiche dell’AI
A chiudere il webinar, Mauro Corselli ha mostrato casi concreti di come Lexroom e tecnologie simili possono affiancare l’avvocato nel lavoro quotidiano: dalla sintesi di testi giuridici all’automazione di ricerche, fino alla generazione di bozze di atti.
Tuttavia, come sottolineato dai partecipanti, l’efficacia di questi strumenti dipende fortemente dalla supervisione critica del professionista, per evitare errori dovuti a interpretazioni errate o informazioni incomplete.

Qual è il valore dell’avvocato nell’era AI?
Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: l’Intelligenza Artificiale amplifica capacità e responsabilità, ma non sostituisce il sapere giuridico. L’avvocato del futuro deve essere in grado di:
- comprendere come funzionano gli strumenti IA;
- bilanciare competenza tecnica e deontologia professionale;
- garantire trasparenza nei rapporti con i clienti;
- mantenere un controllo umano su processi automatizzati.
Questi aspetti non solo preservano la qualità del lavoro legale, ma diventano elementi di vantaggio competitivo per chi saprà governare, piuttosto che subire, l’innovazione.
