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Failla&Partners, un workshop per governare le nuove “regole del gioco” senza subirle

Nel mercato del lavoro contemporaneo si sta consumando un paradosso sempre più evidente. Da un lato, i modelli organizzativi tradizionali sono stati profondamente trasformati dalla digitalizzazione e dallo smart working; dall’altro, molte aziende italiane continuano a muoversi come se fossero vincolate da un sistema normativo rigido e limitante.

Eppure i numeri raccontano un’altra storia. Nel 2025 in Italia oltre 3,5 milioni di persone lavorano almeno in parte da remoto, con punte che nelle grandi imprese arrivano a coinvolgere oltre il 50% dei dipendenti. Inoltre, il lavoro agile è ormai una modalità strutturale in circa un terzo delle aziende italiane e presente con iniziative formalizzate nel 95% delle grandi imprese.

Il lavoro è già cambiato. Le organizzazioni, molto meno.

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Il mito delle “mani legate”

Una delle convinzioni più diffuse tra manager e responsabili HR è quella di non poter intervenire liberamente sull’organizzazione del lavoro. Leggi, contratti collettivi e sindacati vengono percepiti come vincoli invalicabili.

Ma il principio è chiaro: tutto ciò che non è espressamente vietato può essere regolato. Il problema non è normativo, è culturale.

Questa distanza tra possibilità e percezione genera un effetto concreto: le aziende rinunciano a esercitare il proprio ruolo di indirizzo proprio nel momento in cui sarebbe più necessario.

Il vero rischio: l’assenza di regole

Se il primo errore è pensare di non poter fare nulla, il secondo – più grave – è non fare nulla davvero.

L’assenza di regole interne chiare espone l’azienda a due rischi, ovvero la perdita di controllo organizzativo e, ancora più impattante, la vulnerabilità legale.

Oggi il conflitto non nasce più in fabbrica, ma nello spazio digitale. Email, chat aziendali, social media, smart working e gestione dei dati sono i nuovi terreni critici.

Non a caso, il 46% delle PMI indica proprio la gestione sicura dei dati come una delle principali preoccupazioni legate al lavoro agile. E allo stesso tempo, il tema della flessibilità è diventato centrale per i lavoratori: il 63% considera lo smart working una risorsa fondamentale nella scelta del datore di lavoro.

In assenza di policy chiare, questi ambiti diventano zone grigie difficili da gestire e ancora più difficili da presidiare in sede giudiziaria.

Dalla fabbrica fordista al workplace digitale

Molti strumenti interni – mansionari, codici disciplinari, regolamenti – sono ancora figli di un modello produttivo superato.

Nel frattempo, il lavoro è diventato distribuito, digitale ed esposto verso l’esterno. E i comportamenti dei dipendenti incidono direttamente su reputazione, sicurezza e valore aziendale. Continuare a utilizzare regole pensate per un altro contesto significa lasciare scoperti i rischi più attuali.

Dalla compliance alla governance

In questo scenario, la compliance smette di essere un mero adempimento e diventa una leva strategica.

Definire le regole del gioco significa:

  • tradurre il DNA aziendale in comportamenti concreti
  • prevenire contenziosi e danni reputazionali
  • governare l’introduzione della tecnologia
  • costruire coerenza organizzativa

I dati lo confermano: nelle aziende che hanno adottato modelli strutturati di lavoro agile, il 72% registra un aumento della produttività, con impatti stimati fino al +15-20% a livello complessivo.

Ma questa produttività non nasce dalla flessibilità in sé: nasce dalla capacità di regolarla.

La masterclass: trasformare le regole in leva strategica

È proprio da questa consapevolezza che nasce la masterclass “Le regole del gioco in azienda. Come e quando fissarle”, sviluppata in collaborazione con TopLegal Academy.

Il percorso è pensato per accompagnare HR e Responsabili legali in un cambio di paradigma: da una gestione passiva della normativa a un utilizzo attivo e strategico delle regole.

Attraverso un approccio pragmatico, la masterclass fornisce strumenti concreti per:

  • costruire regolamenti interni aggiornati
  • sviluppare policy digitali efficaci
  • gestire il rapporto con le rappresentanze sindacali
  • affrontare casi reali legati a smart working, reputazione e tecnologia

Dall’utilizzo dei droni per la sicurezza in contesti logistici fino alla gestione dei comportamenti impropri nel retail, l’obiettivo è dimostrare che innovazione e governance possono e devono coesistere.

Regole, sperimentazione, responsabilità

Le parole chiave sono tre: regole, sperimentare, responsabilità.

Scrivere le regole significa assumersi la responsabilità di guidare l’organizzazione. Sperimentare significa adattarle a un contesto in continua evoluzione. Responsabilità significa non delegare alla normativa ciò che è, a tutti gli effetti, una scelta manageriale.

Perché oggi la differenza tra subire il cambiamento e governarlo è tutta qui: nella capacità di passare dal “non si può fare” al “possiamo farlo, se sappiamo come”.