L’avvento delle intelligenze artificiali generative (musica, immagini, testo…) non riguarda solo tecnologia e creatività: rappresenta un punto di svolta critico per la proprietà intellettuale (diritto d’autore, copyright, diritti sui contenuti, licenze. Ciò si tramuta in una vera opportunità da cogliere per chi fa consulenza legale. Negli ultimi mesi, infatti, si sono moltiplicati casi concreti che mostrano quanto sia diventato essenziale comprendere il fenomeno, le sue implicazioni e gli strumenti giuridici adatti, soprattutto per gli studi legali.
Dal contenzioso al contratto: Warner Music Group e Suno aprono l’era della musica “AI-licensed”
Nell’indagine effettuata da Reuters si evince come nel novembre 2025 WMG ha risolto la sua causa per violazione del copyright contro Suno (piattaforma di generazione musicale tramite AI) aprendo la strada a un accordo che consente il lancio di modelli “licensed AI” nel 2026.
Secondo l’accordo, gli artisti iscritti manterranno “controllo su come la loro voce, immagine, nome e composizioni vengano usate” nelle creazioni effettuate da software che sfruttano l’intelligenza artificiale.


Getty Images vs Stability AI / Stable Diffusion, sentenza 2025: cosa cambia sul fronte delle immagini
Nel novembre 2025 l’Alta Corte del Regno Unito ha emesso una sentenza significativa: nel contenzioso che vedeva Getty Images accusare Stability AI di aver usato immagini protette per addestrare il suo modello, la Corte ha respinto la maggior parte delle rivendicazioni principali.
In particolare, ha stabilito che i “pesi” del modello AI non costituiscono una copia che infrange alcun principio o normativa secondo la legge sul copyright, ovvero non si può considerare che l’AI stia materialmente “copiando” le immagini protette solo perché le ha usate per l’addestramento. Secondo il The Guardian, la corte ha invece riconosciuto una limitata violazione di marchi (per l’uso di watermark nelle immagini generate), ma l’impatto è stato giudicato “storico e molto circoscritto”.
Cosa significa per avvocati, studi legali e consulenti IP
Questi casi suggeriscono alcune tendenze e implicazioni rilevanti per chi lavora nel diritto della proprietà intellettuale.
La contrattualizzazione e le licenze possono essere una nuova frontiera per l’avvocatura. Infatti, il caso WMG–Suno dimostra che, anziché puntare solo su contenziosi, le major e le startup AI possono cercare accordi: uno scenario in cui l’avvocato diventa centrale per negoziare licenze “AI-compliant”, definire diritti di uso, royalties, consenso all’utilizzo di voce/immagine/opere protette.
Le sentenze recenti, però, mostrano che non esiste ancora un “linguaggio giuridico stabile” sull’AI + IP. Ciò significa che le strategie legali vanno calibrate caso per caso, con analisi preventiva e contrattualistica su misura.
In questo scenario, gli studi legali possono offrire consulenza su raccolta consensi, licenze per training data, contratti tra creatori e piattaforme AI, clausole di attribuzione, remunerazione, gestione del rischio legale, in modo da trasformare l’incertezza giuridica in opportunità.