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Legal English o Business English: cosa serve davvero?

Tra tecnicismi, chiarezza e autorevolezza: le due lingue del legale globale

In un mercato sempre più internazionale, parlare “inglese” non basta. Un avvocato oggi si muove tra due registri linguistici distinti ma complementari: il Legal English, altamente tecnico e formale, e il Business English, più snello, pragmatico e orientato all’efficacia comunicativa. Ma qual è il vero strumento competitivo? La risposta non è scontata.

Legal English: la precisione che non ammette ambiguità

Il Legal English è una lingua a sé. Nato dalla tradizione anglosassone del common law, richiede padronanza terminologica, conoscenza dei concetti giuridici di matrice angloamericana e una sintassi rigida, spesso ridondante.

Usare correttamente espressioni come hereto, witnesseth, best efforts, without prejudice o time is of the essence non è solo una questione di stile: è una competenza professionale imprescindibile per redigere contratti, pareri o memorie che abbiano validità legale nel contesto internazionale.

E non basta una conoscenza scolastica dell’inglese. Serve formazione specifica. L’errore più comune? Tradurre letteralmente termini giuridici italiani, creando frasi corrette grammaticalmente ma prive di significato giuridico in inglese.

Business English: la lingua per farsi capire (e convincere)

Se il Legal English è la lingua della legge, il Business English è la lingua del lavoro. È il registro utilizzato nelle e-mail con clienti internazionali, nelle conference call con colleghi di altri dipartimenti, nei pitch e nelle riunioni con stakeholder non legali.

Chi lavora in uno studio internazionale o in-house in una multinazionale deve saper “switchare” tra un linguaggio tecnico e uno più chiaro e sintetico, in grado di veicolare contenuti complessi in modo accessibile.

In questi contesti, una comunicazione eccessivamente formale o leguleia può risultare controproducente. L’efficacia, non la forma, fa la differenza.

Secondo uno studio di The Lawyer (2023), il 65% dei clienti corporate preferisce avvocati capaci di “semplificare il linguaggio legale e contestualizzarlo nel business”.

Cosa serve davvero? La capacità di navigare tra i due mondi

 

La verità è che non si tratta di scegliere tra Legal English e Business English, ma di sviluppare la capacità di usare entrambi – e soprattutto, di sapere quando usare l’uno o l’altro.

Un avvocato moderno deve saper:

  • Scrivere un contratto in Legal English senza margini di ambiguità;
  • Spiegare quel contratto in Business English al CFO di un’azienda;
  • Condurre una call in inglese fluente, gestendo obiezioni, negoziazioni e rapporti relazionali con interlocutori di culture diverse;
  • Redigere e-mail efficaci, evitando sia eccessiva informalità che inutile rigidità.

La vera competenza è la consapevolezza linguistica, non solo la conoscenza lessicale.

TopLegal Academy: percorsi su misura per il Legal English

Per rispondere a queste esigenze, TopLegal Academy ha ideato un percorso formativo pensato appositamente per i professionisti del diritto. Nasce così Comprehensive Legal English for Law Firms, una proposta sviluppata in collaborazione con LawLinguists, pensata per migliorare le competenze linguistiche – scritte e orali – dei legali, affinare l’uso dell’inglese giuridico e ottimizzare il tempo dedicato alla formazione, conciliandolo con gli impegni professionali e gli obblighi formativi.

I corsi, flessibili e personalizzabili in base al livello e al ruolo (dai junior agli associate, fino ai partner o agli in-house counsel), sono tenuti da docenti madrelingua certificati con esperienza nel settore legale. Possono svolgersi online, in presenza, individualmente o in piccoli gruppi.

Inoltre, i responsabili HR o managing partner possono monitorare i progressi dei partecipanti, adattando i moduli ai bisogni dello studio o dell’ufficio legale.

Una competenza strategica non accessoria

Nel mondo legale globalizzato, l’inglese non è un “plus”, ma un requisito minimo. La differenza la fa chi domina entrambi i registri: quello tecnico del giurista e quello fluido del manager.

Investire nel Legal e Business English significa investire nella credibilità internazionale del proprio profilo professionale.
E come sempre, la formazione fa la differenza.